Ignazio di Loyola

Fu in quegli anni che si accese una sanguinosa disputa tra i Castellani
(abitanti di Castel Madama) e i Tiburtini, a causa delle tasse da pagare per il transito delle merci attraverso Tivoli. 

Nel 1540 i Castellani incendiarono la Porta San Giovanni
(presso l’Ospedale di Tivoli). 

I Tiburtini, dopo che si furono vendicati, ricostruirono la Porta sulla quale scrissero: “Ignitas portas extinsit sanguine Tibur”
e cioè “Tivoli estinse col sangue le porta bruciate”.

Il cardinale Bartolomeo della Queva cercò di placare gli animi, ma solo l’intervento di Ignazio riuscì infine a ristabilire la pace. 

Il cardinale, tra l’altro, bonificò la zona delle sorgenti delle Acque Albule, realizzando un canale di deflusso sino al fiume Aniene.

La Rocca Pia fu fatta edificare dal papa Pio II (Enea Silvio Piccolomini) nel 1461, a cavallo delle mura cittadine costruite da Federico I Barbarossa, fortificandole e ampliandole, per controllare la strada per l’Abruzzo ma anche per dominare la ribelle città di Tivoli. 

Sul portale di ingresso alla Rocca c’è scritto come ammonimento: 

“Grata bonis, invisa malis, inimica superbis sum Tibure: enim sic Pius instituit” 
e cioè: “Eccomi, sono qui per te, o Tivoli, benvista dai buoni, malvista dai cattivi, nemica ai superbi: poiché Pio II così volle”.