Sulla Porta del Colle, antico ingresso della città, si conserva lo stemma tiburtino, in travertino, databile al XIII secolo, nel quale sono visibili un’aquila coronata, sopraelevata e avvinghiata con i suoi artigli tra due torri merlate e divise in due piani, su cui si aprono monofore, che delimitano un ponte costituito da tre arcate (quattro nell’esemplare della Porta del Colle) sotto cui scorre un fiume.
Un altro esemplare della stessa epoca, in marmo, originariamente situato sulla Porta Santa Croce, si trova nel Palazzo Comunale, nell’atrio del primo piano.
Originariamente situato sulla porta del Casino adibito a Museo comunale (il Pincetto), forse proveniente dalla Porta Sant’Angelo ed oggi conservato in una stanza del palazzo Comunale, è un altro esemplare dello stemma di Tivoli, databile al XIV secolo, scolpito a rilievo in un blocco marmoreo rettangolare.
Negli stemmi citati non compare il motto “Tibur Superbum”, epiteto dato da Virgilio alla città nel VII libro dell’Eneide, che, dopo la vittoria su Giovanni Acuto e i suoi mercenari del 1389 a Ponte Lucano, sostituì le parole “Libertas” e “Nobilitas” che originariamente erano rappresentate sulle torri.
Con decreto del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, firmato il 20 ottobre 2025, Tivoli è diventata ufficialmente Città. Il riconoscimento onora la storia millenaria (fondata prima di Roma), il patrimonio artistico con tre siti UNESCO e l’importanza culturale della località, formalizzando la dicitura da “Comune” a “Città di Tivoli”.
Corona di Città (Oro): corona muraria formata da un cerchio d’oro con otto torri (di cui cinque visibili) unite da mura, il tutto d’oro.
La corona d’oro esprime simbolo di potenza, comando, ricchezza elevando il prestigio dell’ente rispetto alla corona d’argento che rappresenta invece giustizia e purezza.
Blasonatura:Troncato di rosso e alla riviera d’azzurro; sulla partizione, il ponte a tre archi, torricellato di due, d’argento, con la scritta “Libertas” sulla sommità della torre di destra e “Nobilitas” su quella di sinistra; nella testata del ponte la leggenda “Tibur Superbum”, e tra le due torri, un’aquila di nero, coronata d’oro.
Nella Sala Rossa (Sala S. Bernardino) del Palazzo Comunale è conservato il Gonfalone in tela di raso ricamata, realizzato dalle Suore di S. Getullio nel 1926 su disegno dello storico tiburtino Vincenzo Pacifici.
Il nuovo Gonfalone, presentato il 6 marzo 2026, riporta la nuova rappresentazione araldica basata sulla tradizione araldica tiburtina, documentata nei secoli da numerose testimonianze storiche.
Nel 1600 si stabilirono ufficialmente le quattro contrade di Tivoli che ancora oggi caratterizzano il centro storico: Castrovetere, Santacroce, Trevio e San Paolo.
Il cui stemma rappresenta un braccio che brandisce una spada. Era la più importante perché comprendeva il Vescovado e le maggiori famiglie patrizie che risiedevano nella zona. Comprendeva i tre rioni di:
Il cui stemma rappresenta un castello, simbolo dell’antica Arce. Comprendeva i quattro rioni di:
Il cui stemma rappresenta tre strade (o torri) attraversate da una catena. Comprendeva i due rioni di:
Il cui stemma rappresenta una croce. Comprendeva i due rioni di: