Il fascino di Tivoli è legato non solo alla sua storia, ma anche alla tradizione enogastronomica locale, caratterizzata da una consistente connotazione contadina e popolare legata alla lavorazione e alla produzione dei prodotti tipici della terra, come l’uva pizzutello e l’olio extravergine d’oliva.
La produzione dell’olio a Tivoli ha origini molto antiche, risalirebbero addirittura all’impero romano. Proprio i Romani infatti conoscevano benissimo il famoso “Oleum Tiburtinum”, straordinario olio prodotto nelle campagne dell’antica Tibur.
Questo prodotto ha rappresentato per interi secoli l’alimento essenziale delle popolazioni limitrofe, diventando con il tempo uno dei prodotti più importanti dell’agricoltura locale.
Caratterizzato da un colore giallo oro con sfumature sul verde, l’olio extravergine di oliva di Tivoli si caratterizza per il suo sapore fruttato e leggermente piccante.
Nel corso del tempo però il numero degli ulivi situati nella campagna che circonda la città si è notevolmente ridotto, ma tuttavia la produzione dell’olio oggi continua ad essere uno dei punti di riferimento dell’intera economia tiburtina.
Alcuni esemplari secolari di ulivi si possono ancora ammirare sia intorno Villa Adriana, antica Villa imperiale dell’imperatore romano, sia lungo la paesaggistica Via di Pomata.
Tipo di uva da tavola di alta qualità prodotta nel territorio di Tivoli e conosciuta anche come uva a corna per la sua curiosa forma ovale, il pizzutello può essere coltivato in due qualità, l’uva bianca e l’uva nera.
Secondo un’antica leggenda popolare, quest’ultima aveva la capacità di rendere belli gli occhi delle donne che la mangiavano. Dal 2 ottobre 1845, giorno della visita a Tivoli di papa Gregorio XVI, questa strana tipologia di uva viene omaggiata e festeggiata con la folkloristica Sagra del Pizzutello.
Un tesoro di biodiversità e gusto, tra storia millenaria e benessere nutrizionale
Il fiume Aniene, con la sua portata costante e le sue acque storicamente utilizzate fin dall’antichità per alimentare gli acquedotti romani, rappresenta l’habitat ideale per la Trota Fario, una delle specie ittiche più pregiate del territorio.
Considerata la vera “regina” del fiume, questa specie indigena della Valle dell’Aniene vanta un legame indissolubile con la storia locale, essendo apprezzata fin dall’epoca imperiale per la prelibatezza delle sue carni. L’imperatore Nerone fece realizzare due laghetti sopra Licenza proprio per l’allevamento di questi pesci, una tradizione di eccellenza che proseguì nei secoli fino al Cardinale d’Este, il quale, all’interno della sua celebre Villa, utilizzava le scenografiche “peschiere” per la medesima attività. Ancora oggi, la gastronomia locale celebra questo pesce con numerose ricette tradizionali servite nei ristoranti della zona, spesso approvvigionati da allevamenti che sfruttano la purezza delle acque naturali del fiume.
Per gustarla al meglio è necessario affidarsi ai sapori locali, provandola semplice “alla Brace ” con olio EVO sale pepe ed all’interno una foglia di Alloro o nella variante in “ Carpione “.
Il carpione è una tecnica di marinatura a caldo antica, ampiamente utilizzata nella cucina romana tradizionale per conservare e insaporire cibi fritti, in particolare pesce, uova e zucchine. Spesso confuso con lo “scapece” del sud, il carpione romano si distingue per l’uso di aceto, vino, cipolle, alloro e, immancabilmente, la mentuccia romana.
Un’eccellenza millenaria della Valle dell’Aniene tutta da scoprire!
La presenza della trota è un fondamentale indicatore di salute dell’ecosistema, poiché la specie richiede acque fredde, abbondantemente ossigenate e mostra una tolleranza molto limitata verso l’inquinamento. Dal punto di vista nutrizionale, la trota è un’alternativa d’eccellenza a pesci più grassi: con solo 86 calorie per 100 grammi, è il pesce con meno colesterolo in assoluto e il più ricco di Omega3, fondamentali per la salute del cuore. L’alto apporto di proteine nobili (14,7g per 100g) e la presenza di minerali come fluoro, iodio e zinco la rendono un alimento completo, altamente digeribile e protettivo, consigliato persino in gravidanza per prevenire allergie nel nascituro.
La cucina “tiburtina” è semplice e sapiente, preparata in maniera equilibrata attraverso l’utilizzo di ingredienti genuini scelti con attenzione, base essenziale per la preparazione dei piatti che rispettano fedelmente l’antica ed umile cucina locale. Vi proponiamo quindi un piccolo itinerario nel gusto, per tutti coloro che desiderano assaporare le bontà di Tivoli, scoprendo le numerose prelibatezze che la città offre.
Per quanto riguarda i liquori di produzione locale l’Amaretto di Tivoli è considerato la punta di diamante essendo il risultato di una antica ricetta del 1966 tramandataci nel tempo.
Caratteristica particolare è il suo gradevole gusto alla mandorla accompagnata da una leggera alcolicità.