La Fiera di San Giuseppe si svolge il 19 marzo in occasione della festa in onore di San Giuseppe Artigiano nel centro storico di Tivoli.
Le sue origini si fanno risalire al 1895 quando, con lo scopo di rilanciare l’economia locale, il Consiglio Comunale di Tivoli deliberò di istituire una fiera di merci e bestiame da tenersi in tre giornate di festa, 19, 20 e 21 marzo.
Dopo l’interruzione dovuta alle guerre mondiali, la fiera venne ripristinata nel 1949 nei giorni del 19 e 20 marzo; negli anni successivi si contenne alla sola giornata del 19, limitando mano a mano la presenza del bestiame, che originariamente rappresentava la principale occasione di commercio per i contadini locali.
Ancora oggi rappresenta per la città una manifestazione molto sviluppata e attesa: lungo le strade e le piazze del centro si organizzano banchi per la vendita di prodotti agro-alimentari tipici locali, piante e fiori, articoli artigianali in legno, vimini, rame e ferro battuto creati con un processo produttivo tradizionale nell’area geografica del Comune di Tivoli e della Valle dell’Aniene, e merci varie.
Il carnevale di Tivoli vanta origini rinascimentali, quando il Cardinale Ippolito II d’Este invitava i nobili amici del tempo a trascorrere il “periodo degli scherzi”
nella sua sontuosa villa, situata al centro della città, dove si organizzavano feste mascherate, danzanti.
Le sfilate dei carri allegorici, sapientemente lavorati con cartapesta, iniziarono dopo l’unificazione d’Italia; prima di allora la manifestazione si svolgeva nel centro storico con gruppi mascherati che richiamavano certamente l’attenzione di tutte le città vicine per il folklore e la bellezza.
Dopo una prima interruzione dovuta alla Prima Guerra Mondiale, sotto il fascismo il carnevale visse un periodo di grande sviluppo poiché le sfilate erano corredate da maestose manifestazioni atletiche.
Un’altra interruzione dei festeggiamenti avvenne con la Seconda Guerra Mondiale ma il carnevale riprese con grande vigore a partire dagli anni ‘50 con maggiore attenzione nei ’70, quando si costituì il Comitato Centrale per i festeggiamenti Tiburtini.
La tradizionale sfilata dei carri allegorici oggi si svolge tra le vie della città nel periodo compreso tra il 17 gennaio e il mercoledì “delle ceneri”.
Oltre alle esibizioni folkloristiche, che rimandano al tradizionale suono del tamburello tiburtino, le sfilate dei carri comprendono balli in maschera, attività per bambini, musica, giochi, iniziative di aggregazione, mostre e altre attività
di intrattenimento.
Il “Settembre Tiburtino” è un contenitore culturale che l’Amministrazione comunale organizza ogni anno nel periodo autunnale con lo scopo di promozione, conoscenza e preservazione delle tradizioni folcloristiche di Tivoli, della Valle dell’Aniene e delle aree limitrofe.
I temi affrontati nelle numerose manifestazioni, che vengono calendarizzate nei mesi di settembre e ottobre, si basano sulla conoscenza ed approfondimento dei luoghi significativi della città di Tivoli mediante convegni, presentazione di libri, giornate di studio e seminari.
Le iniziative più partecipate sono quelle connesse alla riscoperta del territorio e del paesaggio tiburtino attraverso escursioni e passeggiate didattiche ed archeologiche, mostre d’arte, fotografiche, esposizioni d’arte ed artigianato ai fini della valorizzazione e della tutela del patrimonio culturale, artistico archeologico, etnografico del territorio.
Tra le iniziative finalizzate alla valorizzazione delle tradizioni popolari attraverso la programmazione del “Settembre Tiburtino”, la “Sagra del Pizzutello” costituisce uno degli appuntamenti tra i più significativi per la città di Tivoli previsti nello Statuto Comunale.
L’Uva Pizzutello è il prodotto che identifica storicamente il territorio tiburtino, e le sue tracce più antiche sembrerebbero risalire al I secolo d.C. quando Plinio il Vecchio nella sua Naturalis Historia fa riferimento ad un tipo di uva coltivata
a Tivoli e Pompei che sembra ricondurre a tale varietà.
Tale prodotto di altissima qualità si ripresenta, nella storia e nello scenario tiburtino nel XVI secolo, quando il cardinale Ippolito d’Este fece costruire la sua famosa villa.
La prima sagra del pizzutello e delle uve pregiate si tenne a Tivoli nel 1845, in occasione della visita di Papa Gregorio XVI ai cunicoli che deviarono il corso dell’Aniene.
Oggi rappresenta per Tivoli un momento di promozione dell’“uva corna” e dei prodotti enogastronomici ed agroalimentari locali, delle aree limitrofe, attraverso iniziative di degustazione, distribuzione delle uve e vendita
di prodotti dell’enogastronomia locale e regionale che si svolgono il primo week-end del mese di Settembre.
Il “Natale di Tivoli” intende rievocare le antiche origini della Città, secondo il mito della sua fondazione che si fa risalire al 5 aprile del 1215 a. C.
L’Amministrazione Comunale, in linea con le finalità del vigente Statuto, nel periodo della manifestazione, che ha inizio il 5 aprile, promuove ogni anno eventi culturali inerenti tutte le arti di tradizione storica, folcloristica ed eno-gastronomica, nell’ottica del rafforzamento dell’animazione territoriale e turistica e al fine di promuovere ed incoraggiare le attività degli organismi associativi, di partecipazione popolare,
di volontariato, nonché di enti pubblici e privati, volte ad incentivare lo sviluppo civile, sociale, culturale ed economico della comunità.
Il contenitore culturale del Natale di Tivoli, che nel 2025 contempla il 3240 anno dalla fondazione della Città, contiene un calendario di eventi che si susseguono per tutto il periodo primaverile negli spazi della cultura della città, con lo scopo di consolidare l’identità culturale degli abitanti, soprattutto dei più giovani, e ad affermarla nel campo turistico e promozionale.