Proseguendo il cammino verso nord lungo la suggestiva Via della Sibilla, si incontra la superba torre di guardia del Ponte di San Martino.
Questa fiera struttura medievale è realizzata in opera incerta con studiate ammorsature in pietra agli angoli. La torre si erge ancora intatta a difesa del ponte storico.
Il ponte scavalca un canale artificiale di deflusso delle acque dell’Aniene. Qui confluivano gli antichi acquedotti Casacotta e Spada prima di dare vita alle spettacolari cascatelle di Vesta.
In passato, il ponte era sbarrato da una porta difensiva oggi rimossa. Questa struttura regolava l’accesso al cuore di Castrovetere, l’antica città vecchia.
Sull’archivolto si legge una solenne iscrizione del 1637 disposta su dodici righe. L’epigrafe ricorda il restauro del ponte allora vacillante sotto il pontificato di Urbano VIII. Il testo cita il governatore Francesco Barberini e il vice-governatore Marcello Melchiori insieme al capomilizia Roncetti:
(Nel XIV anno del pontificato di Urbano VIII, essendo governatore della città di Tivoli l’eminentissimo principe Francesco Barberini, il Senato con il Popolo di Tivoli restaurò il ponte vacillante per vcchiaia e prossimo a crollare ad uso degli abitanti del rione Castrovetere e degli altri cittadini, curando l’opera il patrizio romano Marcello Melchiori, vice-governatore, referendario delle due Segnature, essendo capomilizia Giovan Battista Roncetti, dottore in utroque, priori Domenico Del Signore e Ilario Coccanari, nell’anno del Signore 1637).
La presenza di due soli priori in questo atto anticipò la riforma istituzionale tiburtina del 1709.
Oltrepassato il ponte, il percorso regala scorci medievali unici. Sulla sinistra si ammirano pareti in mattoni con finestre ornate da marmi romani di spoglio.
Sulla destra si apre il Vicolo del Belvedere con una splendida casa gotica. La facciata è ingentilita da raffinati archetti pensili a sesto acuto. Il cammino si conclude infine sfociando nella pittoresca Piazza San Giorgio.