La Porta urbica detta Porta Maggiore è situata in Via del Colle (prosecuzione di Via San Valerio).
Si tratta della più importante porta della cinta tiburtina di epoca classica, realizzata in blocchi parallelepipedi di travertino nel tratto di muro appartenente alle mura stesse.
Secondo la ricostruzione desunta dalle fonti e dai i ritrovamenti archeologici la prima cerchia urbana partiva da questa porta, seguivano per un tratto la strada poi ripiegavano a S-E, nei pressi del c.d. Mercato Coperto; proseguiva lungo via Postera, fino alla Posterula detta nel Medioevo di S. Pantaleone, situata a ridosso della Chiesa di S. Pietro alla Carità. Da qui le mura passavano per Piazza dell’Annunziata, dove si apriva un’altra porta, e poi verso Piazza del Governo, i cui resti sono visibili nella struttura del Palazzo Comunale San Bernardino. Dirigendosi verso est la linea percorreva un tratto di Via Palatina, presso il Palazzo Sabucci, scendeva lungo Via dei Sosii, dove probabilmente si apriva una porta (testimoniata dal nome della chiesa scomparsa di S. Maria della Porta), e fiancheggiando l’Aniene raggiungevano Piazza Rivarola, dove si trovava un’altra porta, anonima. Da qui raggiungeva l’Acropoli e presso il Tempio Rotondo doveva aprirsi la Porta Variana. In quest’area, nonostante le difese naturali, le mura circondavano l’acropoli, lasciando una posterula di passaggio verso la zona sottostante (nota come “inter duos lucos”); dirigendosi verso la Porta Maggiore in via del Colle, passavano per la Piazzetta di Vesta, dove si trovava una posterula e dal Riserraglio raggiungevano Piazza D. Tani, in cui si trovava la Porta Esquilina da cui partiva il tratto finale che si ricollegava alla Porta Maggiore.
La Porta di età repubblicana aveva una chiusura a cataratta che scorreva perpendicolarmente al piano stradale, lungo guide scavate nel travertino.
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