Piazza Rivarola

Piazza Rivarola è il crocevia storico e visivo della città: un punto d’incontro dove converge la vitalità delle principali vie tiburtine: Via dei Sosii, Via di Ponte Gregoriano, Via S. Valerio, Via della Sibilla e Via Valeria attraverso il Largo Massimo. Nell’angolo nord-est, vicino alla fontanella pubblica con lo stemma della Città, si apre uno scorcio mozzafiato: una vista panoramica sugli orridi naturali sottostanti, sul celebre Tempio della Sibilla e sulle testimonianze dell’antica Tivoli industriale, come i vecchi lavatoi e i mulini a grano.

Ha avuto tre nomi: prima fu detta di S. Valerio (dalla chiesa di S. Valerio demolita nel 1777 dal Vescovo G. Matteo Natali) poi delle “Rovine” (causate dalla piena del fiume Aniene del 1826) ed infine “Rivarola” dal 1835, in memoria del Cardinale Agostino Rivarola che collaborò alla realizzazione dei Cunicoli gregoriani e del Ponte voluti dal Papa Gregorio XVI.

 

Fu ultimata nel 1840 con l’abbattimento di alcune case e del campanile di San Valerio per ordine dell’Amministrazione delle acque che costruì la Torre dell’Orologio, eemento iconico nato per scandire il tempo del quartiere, dove ancora si legge:

HOROLOGIUM / IN COMMODUM VICINITATIS / PER CURATORES ALVEI ET RIPARUM ANIENIS / RESTITUTUM AN. MDCCCXL.
(trad.: Orologio restaurato nell’anno 1840 per comodo dei vicini ad opera dei preposti alla cura dell’alveo e delle rive del fiume Aniene).

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