Una suggestiva cantina del Centro storico ospita il Museo del Pizzutello, dedicato alla tipica uva da tavola tiburtina e alle tradizioni dell’agricoltura.
Sono esposti gli attrezzi della coltivazione (zappe, vanghe e bidenti), il caratteristico bancone della vendita delle uve, le pompe irroratrici per il trattamento delle viti e una motocicletta degli anni Cinquanta utilizzata per vendere il pizzutello sulla via Tiburtina.
Completano la collezione altri strumenti per la vinificazione (torchi, bigonce, la vasca in legno e la pigiatrice) e una grande giara ottocentesca in terracotta per conservare l’olio.
Preziose immagini d’epoca in bianco e nero mostrano i carri allegorici della Sagra del Pizzutello, organizzata a partire dal 1933, come ricorda il manifesto della prima edizione.
All’interno della cantina, una grotta scavata nella roccia venne utilizzata anche come rifugio anti-aereo durante i bombardamenti della Seconda guerra mondiale.
La Cantina-Museo organizza la rassegna di incontri e degustazioni «Sapori del Lazio» e ha pubblicato il racconto «Lu Ghiattu co’ li stivali», in dialetto tiburtino, in lingua italiana e in traduzione inglese.
Collabora con i più diffusi periodici tiburtini, in cui approfondisce alcuni temi della cultura popolare, come la canzone contadina degli anni Trenta «S’è fatto notte e vojo annà cantanno», che negli ultimi versi cita «’na pergolata tutta piena d’ua de pizzutello», mentre un articolo sulla Cantina-Museo è stato pubblicato su «Vita in Campagna» (n. 7-8/2017), il più importante mensile italiano di agricoltura.
La Cantina-Museo svolge anche attività di educazione agro-ambientale nelle scuole.
L’obiettivo è far conoscere agli allievi, cittadini di domani, i valori dell’agricoltura: risorsa economica, modello di equilibrio tra uomo e ambiente, consapevolezza alimentare per scoprire la stagionalità dei prodotti, scrigno di identità per conoscere la storia del nostro territorio e condividere le tradizioni che legano le generazioni.