Nel cuore di Tivoli, dove la natura incontra l’ingegno umano, si snoda la suggestiva Via degli Stabilimenti. Questo percorso di straordinario valore paesaggistico e culturale attraversa la Valle dell’Aniene, costeggiando i resti di antiche cartiere e le monumentali vestigia del Santuario di Ercole Vincitore. È qui che si trova un vero gioiello di archeologia industriale, oggi inserito negli itinerari promossi dal FAI (Fondo Ambiente Italiano): la Centrale idroelettrica di Vesta.
Inaugurata nel 1886 dalla S.F.I. (Società delle Forze Idrauliche), la centrale fu costruita proprio sopra le celebri e spettacolari cascatelle tiburtine. Attraverso canali sotterranei e condotte forzate, l’impianto ingabbiò la forza potenziale del fiume Aniene — che a Tivoli compie un salto di oltre cento metri verso la campagna romana — per alimentare un sistema che originariamente generava circa 340 cavalli vapore (CV). Solo pochi anni prima, nel 1880, le foto dell’epoca mostravano ancora le cascate incontaminate; la nascita di Vesta segnò l’inizio di una metamorfosi che definì la vocazione industriale della città, trainando lo sviluppo di opifici, officine e cartiere.
La Centrale di Vesta detiene un primato storico di portata globale. Il 29 agosto 1886, grazie alla linea elettrica partita da questa centralina, Tivoli divenne la prima cittadina al mondo a essere interamente illuminata con luce elettrica a corrente alternata. In quella notte memorabile, le piazze e le vie principali presero vita grazie all’accensione simultanea di 160 lampade da 50 candele, 150 lampade da 32 e 16 candele, e 5 grandi fanali da 500 candele.
Questo eccezionale polo energetico tiburtino aprì la strada a successivi miracoli della scienza. Poco sotto il salto di Mecenate nacque infatti una seconda centrale che, sfruttando i canali storici e l’acqua in uscita da Villa d’Este, permise il 4 luglio 1892 la prima trasmissione a distanza al mondo di corrente alternata, “lanciando” l’energia da Tivoli fino a Porta Pia a Roma, per una distanza di circa 30 chilometri. Il sistema fu poi completato nel 1902 con l’ultimazione della più potente e vicina Centrale dell’Acquoria.
Oggi, passeggiare in questo angolo di Tivoli significa compiere un viaggio nel tempo. Il visitatore può ripercorrere i passi dei pionieri dell’energia pulita, ammirando il contrasto tra l’impeto delle acque che scorrono dai canali di scarico della centrale e il fascino senza tempo della storia d’Italia.