Il Paesaggio Naturale

Il Paesaggio Storico

L’ambiente naturale, ancora apprezzabile dai punti panoramici della città moderna e soprattutto nell’itinerario naturalistico-archeologico della Via di Pomata, è caratterizzato da estesi oliveti di impianto secolare e costituiti da varietà locali, un prezioso patrimonio di biodiversità agraria.

Non si può immaginare Tivoli senza gli olivi, che ricoprono gran parte del suo territorio. 

La loro coltivazione risale senz’altro all’età classica, come testimonia la corporazione, indicata nelle fonti e nei vari cabrei, degli addetti al travaso dell’olio e del vino, i “capulatores” che si mantenne attiva fino al Medio Evo.

Le siepi sono spesso costituite da Storace (Styrax officinalis), pianta officinale rara presente nell’area di Tivoli. 

Nei prati compaiono in primavera vistosi fiori: l’Anemone hortensis, e il più raro anemone dei fiorai (Anemone coronaria).

Al riparo di cespugli o nei tronchi cavi crescono l’asparagina (Asparagus acutifolius), lo “stracciabraghe” (Smilax officinalis), nota pianta officinale, il pungitopo (Ruscus aculeatus), e ciclamini autunnali e primaverili (Cyclamen hederifolium, Cyclamen repandum).

Per la fauna, sono notevoli, sebbene ormai rari, la tartaruga terrestre (Testudo hermanni), e il ramarro (Lacerta viridis). Tra i mammiferi sono presenti istrici (Hystrix cristata), ricci (Erinaceus europaeus), volpi (Vulpes vulpes), e cinghiali (Sus scrofa). 

Per l’avifauna segnaliamo l’upupa (Upupa epops), uccello migratore presente in aprile-maggio, e lo storno (Sturnus vulgaris), che si ciba delle olive mature in inverno.

Peter Blume (1906-1992, russo, statunitense d’adozione)
Tivoli raccolta delle olive all’interno della villa di Adriano 1958

Vie predilette per una visita naturalistica-archeologica sono la Via di Pomata, la Via Montanara (oggi di Maria SS.ma di Quintiliolo), la Strada di S. Martino, la Via di Bassi e quella di Colle Nocello, la strada di Favale e quella di Campolimpido, la Via di S. Vittorino (che conduce ai Colli di S. Stefano), la Strada di S. Marco – Pisoni e quella della Rosolina.

Le bellezze artistiche e naturali del territorio di Tivoli hanno attirato nei secoli artisti e letterati da tutto il mondo.

Era tradizione, per molti pittori dell’800 e dei primi anni del ’900, sostare a Tivoli per dipingere piante secolari di olivo oppure le ampie distese degli olivi.

Ettore Roiesler Franz
La raccolta delle olive

Un fascino particolare lo hanno sempre avuto i tronchi nodosi ed i rami contorti, resi sempre molto bene dagli artisti, soprattutto dagli acquarellisti che si cimentarono nella riproduzione degli olivi.

Maestri dell’acquerello sono stati Ettore Roesler Franz (1845-1907), che veniva spesso a Tivoli, specialmente nella zona di Pomata, e guidava nell’arte il prediletto allievo originario di Tivoli, Adolfo Scalpelli (1888-1917) e nei tempi più recenti Edoardo Tani (1880-1948). Opere degne di rispetto sono anche quelle di Onorato Carlandi (1848-1939), di Gino Piccioni (1873-1941), di Virginia Tomescu Scrocco ( 1886-1950). 

Numerosi altri artisti si cimentarono nella riproduzione degli olivi, tra questi: Peter Blume con il capolavoro, olio su tela del 1958, in cui rappresenta “Tivoli: raccolta delle olive all’interno della villa di Adriano” e  François-Louis FRANÇAIS, olio su tela, del1868 “Gathering olives at Tivoli”.

Francois
Louis Francais (1814-1897, francese) 1814-1897 Tivoli

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di Tivoli