Il palazzo Coccanari Fornari, in cui si trova la Biblioteca comunale, comprende al suo interno un tratto di un antico criptoportico, risalente alla seconda metà del I secolo a.C., che sottopassava l’odierno vicolo della Scalinata, sotto alcuni edifici di piazza dei Selci (che ricorda nel nome il basolato della strada romana tuttora visibile ai piedi del campanile romanico di S. Nicola in Selci).
All’interno, l’edificio, in opus reticolatum di calcare locale, si articola in due navate parallele su unico braccio rettilineo, separate da un robusto muro di spina
e coperte da volte a botte a sesto ribassato.
L’illuminazione interna era garantita da grandi finestre strombate, aperte nei fianchi occidentali delle volte.
Molto probabilmente fu costruito per ampliare edifici antichi posti nella parte superiore, di cui si notano ancora i resti al di sotto delle murature medievali e moderne.
Dalle recenti indagini archeologiche è, inoltre, emerso che la costruzione del criptoportico è impostata su preesistenti edifici di cui resta il bel pavimento del II-I a. C., visibile nell’angolo ovest per circa 6 mq, in cocciopesto, con riquadro centrale campito da un reticolato romboidale di losanghe disegnato da tessere musive bianche.
Il sito archeologico è stato reso praticabile da un intervento promosso dal Comune di Tivoli e aperto ai visitatori e ai frequentatori dell’attigua biblioteca.
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