Costruita sui resti di una villa romana, era il luogo – secondo la tradizione – dove si riuniva una comunità cristiana fondata dall’Apostolo Pietro. La chiesa è detta anche “della Carità” dal nome della Confraternita che la officiava.
Di architettura romanica, ma profondamente ristrutturata dopo la seconda guerra mondiale, presenta una facciata in mattoni con tre porte, di cui quella centrale affiancata da due colonne spezzate. Nel restauro moderno furono eliminate tutti gli elementi barocchi che avevano alterato la struttura originale.
Il campanile quadrato conserva il basamento e il primo piano del sec. XII, mentre i due ripiani soprastanti sono del XIV secolo.
L’interno è a tre navate chiuse in fondo dall’abside e scandite da due file di colonne, di cui 11 in marmo cipollino, recuperate presumibilmente da un edificio romano della zona. Dalle pareti laterali esterne arrivava la luce attraverso finestre monofore.
Nella navata centrale resta ben conservato un pavimento cosmatesco di marmi policromi riferibile alla chiesa originaria. La cripta, restaurata, conserva resti di affreschi.
Originariamente la Chiesa era affrescata sulle pareti, nell’abside e anche nella cripta, con un importante ciclo pittorico riferibile alla pittura laziale del XII-XIII secolo. Oggi sulle pareti restano solo due affreschi: una scena di Crocifissione e una Madonna col Bambino tra i Santi Pietro e Paolo.