Chiesa di San Biagio

Il luogo di culto

La Chiesa di San Biagio è situata a Piazza Plebiscito, già chiamata Piazza della Regina, luogo molto frequentato ed in collegamento con le principali strade della città.

L’attuale chiesa è frutto della ricostruzione voluta dal Cardinale Filippo Gezza De Rufinis (1356-1380) il quale fece ampliare il convento domenicano, già esistente, intorno alla chiesa romanica del XII secolo, con ingresso rivolto verso il fiume Aniene, in via dei Sosii.

La chiesa era affiancata da un alto campanile, distrutto dai bombardamenti del 1944.

La tradizione vuole che in quest’area sorgeva un antico tempio dedicato a Giunone Regina, contiguo a quello di Diana, che giustifica la toponomastica della Piazza della Regina.

I lavori di ricostruzione della chiesa e del convento, originariamente intitolati a Santa Maria De Gloria e poi a San Biagio dagli stessi tiburtini, furono incentivati sotto il pontificato di Bonifacio IX (1389-1404) e portati a termine solo nel Cinquecento per desiderio di Vincenzo Leonini (fratello del Vescovo di Tivoli Angelo Leonini).

Cosa vedere?

La chiesa oggi conserva la bella facciata in tufo con ingresso in Piazza del Plebiscito, in cui spicca il portale che riporta in basso gli stemmi della famiglia Leonini; nel timpano è visibile un altorilievo marmoreo della Madonna con il Bambino.

La parte superiore è abbellita da un rosone centrale situato tra un orologio romano ed una meridiana.

L’interno della chiesa si presenta a navata unica caratterizzata da un altare maggiore, dalle cappelle laterali e dalle grandi finestre visibili nel presbiterio.

Tra le opere conservate all’interno delle cappelle troviamo la settecentesca tela di “Santa Caterina d’Alessandria”, il quadro del “Santissimo Nome di Gesù”, ed il Fonte Battesimale.

Notevoli anche gli affreschi raffiguranti la “Gloria di San Tommaso d’Aquino” e la “Madonna in Gloria” che sorregge Gesù Bambino situati vicino la sagrestia. 

Nel presbiterio si trova il bellissimo affresco della Crocifissione, risalente alla seconda metà del 1200. Del chiostro domenicano restano visibili soltanto le quattro arcate a tutto sesto poggiate sui pilastri affrescati.

Nel cortile interno della chiesa attuale si trova il Museo lapidario del chiostro di San Biagio dove è possibile osservare le lapidi, generalmente provenienti dalla stessa chiesa, importanti per la storia delle famiglie tiburtine, delle quali si ricordano i nomi (Domenico Zappi, frà Lorenzo Petrarca, Giovanni de Cors vescovo di Tivoli, Clemente Brigante Colonna, Alfonso Colonna, Stanislao Viola…).

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