Il Santuario della Beata Vergine delle Grazie, noto come Madonna di Quintiliolo, si trova appena fuori il centro storico di Tivoli, scendendo sulla Via della Montanare, su di una collina immersa nel verde degli ulivi.
Nel santuario dedicato alla sacra immagine della Vergine Maria, ritrovata, secondo una leggenda locale, da un contadino che lavorava la terra con l’aratro, i tiburtini venerano la Madonna detta “di Quintiliolo”.
Il toponimo del luogo deriva dalla gens dei Quintilii Vari, proprietari della grande villa quando venne ampliata tra la fine del I secolo e l’inizio del II secolo a. C., in particolare dal poeta Quintilio Varo (morto nel 24 a.C.); dopo di lui probabilmente la villa passò al generale Publio Quintilio Varo, morto nel 9 d.C. nella famosa disfatta di Teotoburgo (clades Variana).
I resti murari sono ben in evidenza a pochi metri dalla chiesa, costituendo un museo archeologico a cielo aperto.
Esternamente la chiesa si presenta con uno stile neoclassico diviso in due ordini e dominato da un alto campanile che svetta sul paesaggio circostante.
L’interno è a navata unica con due cappelle laterali, in quella di sinistra è conservato il dipinto della Madonna Regina dei Santi, settecentesca opera di Francesco Serbucci da Tivoli.
Sull’altare maggiore si trova il simbolo del santuario, l’Icona della Madonna di Quintiliolo, immagine sacra risalente al XIII secolo, donata dai padri benedettini di Subiaco ed ancora oggi venerata dai tiburtini, raffigurante la Vergine seduta in trono che sorregge Gesù Bambino con il ginocchio sinistro, mentre con la mano destra sorregge un giglio.
Ogni prima domenica di maggio, a partire dal 1600, questa splendida figura viene portata in processione fino alla Cattedrale di San Lorenzo, dove resta fino all’8 settembre, giorno in cui fa ritorno al santuario.
L’attuale santuario fu completamente riedificato tra il 1757 e il 1766.
Qui nel 1803 il visconte François-René de Chateaubriand (1768 – 1848), scrittore, politico e diplomatico francese, compose la “Preghiera del pellegrino”, nota in tutto il mondo religioso.
Dal 1888, quando il Santuario fu affidato ai Padri Cappuccini, questi lo arricchirono di nuove costruzioni, tra cui il convento.