San Bernardino – nacque a Massa Marittima l’8 settembre 1380 da nobile famiglia senese.
Dopo esser divenuto frate minore francescano, iniziò un’intensa attività come predicatore per tutta l’Italia settentrionale.
Nelle sue prediche insisteva sulla “devozione al Santissimo Nome di Gesù”. Il suo monogramma “JHS”, sormontato da una croce e attorniato da un sole, divenne familiare alla gente.
Scrisse anche un’intera opera sull’economia intitolata “Sui contratti e l’usura”, dove affrontò i temi dell’etica del commercio e del lavoro onesto, condannando i disonesti e gli usurai.
Ovviamente ciò gli attirò molti nemici che lo accusarono di eresia.
Così, nel 1427 Bernardino subì un processo della Santa Inquisizione, ma fu completamente prosciolto dall’accusa. Papa Martino V fu molto impressionato dalla sua spiritualità ed eloquenza e gli chiese di predicare anche a Roma.
Nel 1444, pur essendo molto malato, andò a L’Aquila, su invito del vescovo locale, dove morì il 20 maggio di quell’anno. Nel 1450 papa Niccolò V lo dichiarò Santo.
Venne ritratto in numerose opere d’arte dai più grandi pittori italiani dell’epoca, come Piero della Francesca, Andrea Mantegna, il Perugino e Pinturicchio.
In molte vie dell’antico centro storico di Tivoli non è difficile trovare sopra le porte degli edifici il monogramma JHS (che significa “Gesù Salvatore degli uomini”), riprodotto in formelle di travertino e marmo.
Tale simbolo rappresenta la pace e la riconciliazione per ogni lotta o dissidio tra opposte fazioni. Nel suo peregrinare, Bernardino giunse infatti a predicare anche a Tivoli, cercando di metter pace laddove ce n’era bisogno. Molte famiglie tiburtine, in devozione al Santo, fecero mettere il simbolo JHS sulle loro case.
Nel Palazzo Comunale di Tivoli, a lui intitolato, è custodita una copia di una preziosa tavola del 1460, opera del pittore senese Sano Di Pietro, che raffigura San Bernardino.