Giorgio Petrocchi (1921-1989), tiburtino, dantista, filologo e critico letterario.
Nacque a Tivoli il 13 agosto 1921. Fu un insigne dantista, filologo e critico letterario. Dopo la laurea in Giurisprudenza all’Università La Sapienza di Roma, si trasferì a Messina, dove insegnò Letteratura Italiana. Tornato a Roma nel 1961, continuò nell’insegnamento universitario e divenne membro dell’Accademia dei Lincei e dell’Accademia della Crusca. Dal 1971 fu Direttore dell’Istituto di Magistero “Maria SS. Assunta” di Roma e contribuì alla sua trasformazione in “Libera Università Maria SS. Assunta” (LUMSA).
Fortemente credente, approfondì alcuni autori che considerava molto vicini nella spiritualità e fede cristiana, come Dante Alighieri e Alessandro Manzoni.
Indagatore di tutto il patrimonio letterario italiano, dal Duecento al Novecento, dedicò gran parte dei suoi studi all’opera dantesca. Come filologo, curò molte edizioni critiche; su tutte emerge, per l’eccezionale impegno di lavoro e d’impostazione, l’edizione critica della Divina Commedia, realizzata in base alla tradizione manoscritta anteriore a Giovanni Boccaccio.
Fu tra i fondatori dell’Università Roma Tre, dove gli è stata dedicata la Biblioteca di Area Umanistica, nella facoltà di Lettere e Filosofia.
Alla fine degli anni Ottanta, collaborò in RAI ad una lettura televisiva integrale della “Divina Commedia”, che venne affidata ad alcuni grandi attori, tra i quali Giorgio Albertazzi. Le loro interpretazioni erano precedute dal commento ai singoli canti, affidato a dantisti insigni, tra cui appunto Giorgio Petrocchi.
L’ultimo messaggio di Giorgio Petrocchi, che appare quasi un testamento spirituale, è sul valore della memoria: «Le occasioni esteriori – scrive Petrocchi – sono le meno importanti e quel che conta è il bene prezioso che … abbiamo di vivere sempre accanto alla nostra memoria. Essa si deposita sul fondo dello spirito. E se l’oblìo ha un velo, è trasparente … anzi non esiste il velo dell’oblìo. C’è un silenzio che tocca le parole dette ma con esso dialoga incessantemente la memoria. Amara, aspra, inquietante … non tace mai. Assiste vigile i nostri atti, regala un nutrimento invisibile.»
Morì improvvisamente a Roma, il 7 febbraio 1989.
Giuseppe Petrocchi (Tivoli, 1886 – Roma, 1959), padre di Giorgio, fu storico dell’antichità classica e direttore generale dell’Istruzione superiore.
Massimo Petrocchi (Tivoli 1918 – Roma 1991), fratello di Giorgio, fu storico e professore universitario di storia moderna.
[Nell’ottobre del 2019, per il 30 anniversario della sua scomparsa, Tivoli gli ha dedicato una Via]