L’industria della carta a Tivoli ha origine incerta ma si pensa che già delle piccole cartiere fossero in attività alla fine del XIV secolo.
Risale al 1613 il contratto tra i tre soci Brizio, Del Bene e Rognone riguardante l’avviamento di una società industriale per la rpoduzione della carta.
Le cartiere di Tivoli erano famose per la carta cosiddetta “straccia”. Tra quelle storiche molto conosciute erano la Cartiera Ranzi, la Cartiera Rigamonti dove si producevano anche i cartoni d’amianto, la Cartiera Barberi che realizzava solo carta da impacco, la Cartiera Graziosi, alla fine di Via del Colle.
La “Cartiera Mecenate” di Giuseppe Segrè, situata all’interno del Santuario di Ercole Vincitore, rappresenta l’ultimo insediamento che fa del sito un grandioso esempio di archeologia industriale.
Dal 1905, sotto la direzione di Giuseppe Segrè, imprenditore mantovano che rileva gli impianti della Cartiera Mecenate creando dapprima la “Segrè G.& C.” e poi la “Società anonima Cartiere Tiburtine” la produzione della carta vive un momento di forte espansione.
Il passaggio, in questi anni, dalla produzione artigianale di carta a quella industriale portò alla necessità di disporre di ampi spazi all’interno del sito archeologico, la cui progettazione venne affidata da Segrè all’amico ingegnere tiburtino Emo Salvati.
Negli anni Trenta i Segré figurarono tra gli industriali più importanti del settore cartario italiano, con la produzione di nove tipi di carta: impacchi andanti, bustami, carta per giornale, paste biancastre forti e mezze cellulose, sealing avana, impacchi sottili, kraft, pelle aglio e pergamine, sottili bianche e mezzefini.
I bombardamenti del 1943 colpirono gravemente la cartiera, riattivata a pieno regime dopo restauri agli inizi degli anni ’50 per poi terminare definitivamente nel 1956.
Le profonde rivoluzioni tecnologiche e il crescere di nuovi consumi portarono nell’ottocento e nel novecento un profondo sviluppo dell’industria della carta. Le buone condizioni logistiche e un forte spirito imprenditoriale di alcune famiglie tiburtine resero in questo ambito Tivoli protagonista di questo sviluppo.
Tuttavia nuove tecnologie e nuovi prodotti (si pensi allo sviluppo della plastica e di nuovi tipi di imballaggio e incartamento) hanno portato nel tempo ad una crisi profonda questo settore industriale e dopochè, alla fine del XX secolo, è intervenuta sul territorio la multinazionale finlandese a cui i Segrè hanno ceduto la loro industria, i maggiori stabilimenti chiusero definitivamente nel 1973.
Oggi la secolare attività cartaria di Tivoli viene mantenuta dalle “Nuove cartiere di Tivoli SpA”, situata lungo la Strada di Ponte Lucano, che ha ereditato l’attività di Paolo Marziale, ovviamente cambiando i prodotti per rimnere al passo coi tempi.