Uno dei maggiori complessi sacri dell’architettura romana di epoca repubblicana, edificato fuori dalle mura di Tivoli, lungo un itinerario di transumanza protostorico corrispondente alla Via Tiburtina (che da Roma portava a Tibur e poi diventerà Tiburtina-Valeria nel suo proseguimento verso il Sannio); venne ampliato e monumentalizzato tra gli ultimi decenni del II secolo a.C. e l’82 a.C.
Oggi è possibile visitare la struttura scenografica, di dimensioni imponenti, realizzata a picco sul fiume Aniene e articolata in tre parti principali: una grande piazza delimitata da un doppio portico, il tempio vero dedicato ad Ercole, visibile da Roma, e il teatro.
Il luogo era particolarmente adatto al mercato di bestiame, dove la sicurezza dei pastori e dei mercanti era garantita dalla protezione di Ercole, nume tutelare dell’allevamento, della transumanza e degli scambi commerciali che avvenivano lungo questa direttrice viaria, che diventava sotterranea (via tecta) presso il tempio.
Ercole era venerato dai Salii, i quali organizzavano una cerimonia d’onore durante le Idi di agosto, così come ci viene ricordato da Virgilio nell’Eneide.
Il culto dell’Ercole tiburtino, con cui spesso la città veniva identificata nell’antichità (Herculaneum Tibur), è uno dei più importanti nel Lazio e fu introdotto nell’Urbe da un ricco mercante tiburtino, Marco Ottavio Herennio, nel II secolo a. C.
A Tivoli il dio assume l’epiteto militare di Vincitore forse per una vittoria sui Volsci o per alcuni sugli Equi.
La vita del santuario fu lunga e florida e continuò fino al IV secolo d.C. anche se l’abbandono definitivo può essere collocato nella prima metà del VI secolo quando, durante la guerra greco-gotica, Tivoli venne conquistata da Totila, re degli Ostrogoti.
Nel XIII secolo si aprì un nuovo capitolo della storia del luogo, con la presenza di due chiese monastiche: Santa Maria del Passo pertinente all’ordine dei frati minori e San Giovanni in Votano, delle clarisse.
A partire dal XVII sec. il complesso assunse carattere industriale: nel 1612 la Camera Apostolica vi installò una fabbrica di armi e successivamente altre manifatture (lana, canapa e lino).
Nel 1802 il principe Luciano Bonaparte rilevò la Ferriera Lombardi, trasformandola in una fonderia per cannoni e introducendo la lavorazione del piombo.
Nella metà del XIX secolo la Società delle Forze Idrauliche trasformò le strutture antiche realizzando il Canale Canevari (1884-1885) per raccogliere le acque di antichi acquedotti e quelle di scarico di Villa d’Este e convogliarle nella sottostante centrale elettrica dell’Acquoria, attraversando l’area del Santuario.
Grazie a queste realizzazioni il 29 agosto 1886 Tivoli fu la prima città d’Italia illuminata con l’energia prodotta da una centrale idroelettrica; il 4 luglio 1892 per la prima volta nel mondo, lanciò a distanza fino a Roma la corrente elettrica alternata.
L’ultimo insediamento che fa del sito un grandioso esempio di archeologia industriale, riguarda la “Cartiera Mecenate” di G. Segrè, rimasta attiva fino agli anni cinquanta.
SANTUARIO DI ERCOLE VINCITORE E ANTIQUARIUM
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lunedì – venerdì | 9:00 – 17:00
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